Nobody is gonna get it!

Perché col perdere la poesia del calcio, perdiamo tutti e tutto (Because by losing the poetry of football, we lose everyone and everything).

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    Procolo Guida con traduzione a cura di Riccardo Cantafora (Wallace).

    liverpool

    La scena musicale di Liverpool, nei primi anni sessanta, era popolata da numerosi gruppi beat, dei quali i Beatles erano “solo” il fenomeno più vistoso, eppure a “cantare” le gesta pedatorie dello sport più popolare, della squadra più “populista” ,fu “You’ll Never Walk Alone”; canzone di scena, scritta dalla coppia statunitense Rodgers/Hammerstein, per un musical. Come sia potuto accadere, è pura poesia della vita vera, fatto sta che “Non camminerai mai da solo” è divenuto l’epico inno, non solo dei Reds, ma di tutta quella poesia indispensabile anche, se non soprattutto, per tutto il business che governa l’oppio dei popoli, del secondo ed inizio terzo millennio.

    Ad esempio a me piace il sud” da cui è tratta la strofa “se mai qualcuno capirà sarà senz’altro un altro come me” è la sorella “ciota” de “Ma il cielo è sempre più blu” e financo di “A mano a mano”, che nemmeno tutti hanno ancora compreso non sia di Rino Gaetano, che ha regalato ai tifosi della squadra della sua città nativa, almeno la stessa prolusione “populista”, che addirittura sta sforando nella “corregionalità” e financo nella “connazionalità” sportiva. Nei giorni scorsi il Liverpool, dopo 30 anni lunghissimi, ha rivinto la Premier League che ha pure, appunto, cambiato nome; il campionato di calcio inglese nel 1990 si chiamava infatti First Division.

    Ed è un successo dei record: un verdetto contro la peste del 2000, che nulla ha potuto contro la sola matematica che mancava e che ha detto, dopo il lockdown da covid, campioni con 7 giornate di anticipo. E’ il primo “scudetto” del dopo Heysel e del post hooligan, nonostante fossero già arrivate, l’ultima lo scorso anno, Champions vinte e perse. Ed il Liverpool che fa? Festeggia Klopp, la società o qualche suo “glorioso” gladiatore moderno? No, tira fuori un cartone animato molto poetico ed eloquente; in piena linea con quel “Non camminerai mai da solo”; con la storia di qualsiasi bandiera che racconta popoli, mai eroi.

    Il Crotone, domani affronta il Benevento e poi il Cittadella; si giocherà in queste due gare contro Golia, prima, e Davide, dopo, buona parte delle opportunità per tornare a sognare. Per tornare a vivere una favola che nemmeno la leggendaria cavalcata del Leicester campione proprio in Premier nello stesso anno della prima volta in Serie A del Crotone Calcio, può raccontare fino in fondo tutto.

    Tornare nella massima serie sarebbe davvero incredibile; tornare dopo che il capitano dei tifosi Giorgio non l’ha potuta vivere nemmeno la prima volta è avere la certezza che Cecè e tanti altri andati via, nel frattempo e troppo presto anche loro, gliela possano raccontare; ballando, assieme! Tornare in A con una squadra, tra l’altro, senza “cattivi” che si fanno sfuggire tre vittorie su tre che sarebbero state meritate, sarebbe ancora più giusto ed epico. Tornare con l’entusiasmo smorzato dal coronavirus, darebbe ancora più spazio alla poesia dei sud del mondo.

    Non tornare, dovrebbe solo regalarci la bellezza del pensiero dei nostri nipoti, che riusciranno a non perdere una sola parola della gioia dei nostri figli al pensiero dei nostri racconti, senza piangere! Questa voglia di favola senza mai perdere la poesia del reale che c’è fra padre, figlio e nipotina può e deve ritornare a regalare a Stroppa ed i suoi guerrieri senza cattiveria ancora più forza, ancora più gioia e spensieratezza.

     

    The early 60’s music scene in Liverpool was dominated by several ‘beat’ groups, of which Beatles were “just” the most flashy and popular phenomenon; nevertheless it was “You’ll never walk alone”, a stage song was written by the american duo Rodgers/Hammerstein, the real musical background for the admirable actions of the most “populist” football club at that time. How that was possible is the pure, poetic side, of the (hard) real life, but still “You’ll never walk alone” became an epic anthem, not only for the “Reds”, but also, if not mostly, for the whole business environment who leads and rules the “Opium of the People” of the 2nd and 3rd millennium. “Ad esempio a me piace il sud”, from which is taken the verse “se mai qualcuno capirà sarà senz’altro un altro come me” (if anyone will ever understand, it will be for sure someone like me), is the less fortunate sister of “Ma il cielo è sempre più blu” and also of “A mano a mano”, which -the latest- someone still can’t get it’s not Rino’s work.

    Rino Gaetano has given to his birth city football team’s supporters at least the same “populist” inaugural address as the YNWA did for the reds, and thanks to sport it has also spread on a regional and, sometimes, national scale. Some days ago Liverpool, after 30 long years, has won again the National League, that indeed has in the meanwhile changed its name: in the 1990 it was in fact called “First Division”, instead today as we all know it goes by “Premier League”. And it was a success characterized by several records: a verdict against the 2000’s plague which was able to do nothing to avoid the mathematical certainty, that was the only thing missing, and that has certified, just after the Covid lockdown, Liverpool as the champions team with 7 games still to play.

    That’s the first national title that comes after Heysel and after hooligans, but also after several trophies, and some Champions Leagues won, the last just one year ago, and lost. And what does Liverpool, as a club, do? Does it celebrate Klopp, staff, or some of his own modern, “glorious” gladiators in particular? NO. It pulls out a video as a poetic, eloquent cartoon; perfectly on the same line as the “You’ll never walk alone”; and as every flag which tells stories about Peoples, never heroes.

    Tomorrow Crotone is going to face Benevento and, some days after, Cittadella; chances to be able to dream again are at stake in these two fundamental matches against “Golia”, first, and “Davide”, later. The possibility to live again “like in the fairy tales” is something that not even the legendary title won by Leicester, in the same year of the first Serie A promotion for Crotone also, can explain in his fullness.

    Going back to the highest national level of football would be extraordinary: going back after the supporter’s leader Giorgio could not even see it for the first time, knowing that Cecè and many other that left us too early are going to tell him everything about it; dancing, together! Going back to Serie A with a team also lacking of “bad guys”, which misses three wins out of three, that would have been totally deserved, would be even more fair and epic.

    Going back after all the enthusiasm was broken in pieces by the coronavirus, would leave even more space for the poetry of the south of the world. Not going back should only leave us with the beauty of the thought of our grandchildren who will not miss a single word from the joy that our children will feel thinking about our stories, without need of crying. This deep wish and desire of stories without loosing the poetic of what’s real, between a father, a son, and a granddaughter, must give to Stroppa and to all his warriors with no badness even more strength, more joy and more serenity. Nobody is gonna get it! Because if we loose the poetic aspect of football we loose everyone and everything.

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