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Catanzaro, è tris perfetta: una Mandrakata firmata Calabro

Terza vittoria consecutiva e terzo posto conquistato: la scommessa vinta dall'allenatore che ora punta al colpo con il botto

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    Virtus, Bari e Cavese: la tris perfetta. Un po’ come King, Soldatino e D’Artagnan di Mandrakiana memoria : il colpaccio inaspettato e che vale tutto, capace di cambiare destini e rotta delle cose. Il Catanzaro l’ha centrata ieri al “Lamberti” di Cava de Tirreni, aggiungendo proprio lì la terza perla alla sua ultima collezione e portando a termine con successo l’operazione aggancio al terzo posto. Tre vittorie consecutive per nove punti di filato : roba mai vista da inizio stagione ad oggi, un’accelerata che segna il passo per i giallorossi e dà il via di fatto ad un nuovo e più ambizioso finale di campionato.

    LA MANDRAKATA DI CALABRO – Il grosso del merito è soprattutto suo: di “Mandrake” Calabro. Come lui il tecnico di Galatina si è barcamenato tra le difficoltà, adottando di volta in volta l’espediente più o meno adatto   alla situazione per rimanere a galla. Come lui ha  tenuto la barra dritta nei momenti scarsa fortuna – Palermo in casa, Terni, Pagani per fare qualche esempio – e quando c’era da osare, da fare gruzzoletto per poi rilanciare, ha fatto  proprio come il personaggio interpretato da Gigi Protetti arrivando a farsi beffe della super Ternana e del suo condottiero Lucarelli, trattandoli né più né meno che alla stregua di novelli Manzotin. Più mandrakata “de quella”. Ieri un altro colpo, con l’unica eccezione al copione perfetto della pellicola del 1976: a differenza del vero Mandrake lui la tris vincente di Gabriella – la bella Catherine Spaak – l’ha giocata per davvero e con coraggio. Passando all’incasso, poi: in pelliccia, con la sigaretta nel bocchino e sul volto il sorriso magnetico di chi sa di essersi preso una bella rivincita sugli scettici.

    STA VORTA FIDAMOSE – E ora? Ora si va forte: si rimette tutto di nuovo sul piatto, si riscommette – su se stessi, of course – alzando la posta nella partita. Il terzo posto conquistato va tenuto stretto, difeso dagli assalti del Bari e delle altre inseguitrici. Ma il secondo è anch’esso lì, alla portata nel rush finale, e non provarci sarebbe un errore. Facile per questo immaginare la scena della ripresa odierna a Giovino con lui al centro del cerchio e tutto il gruppo attorno ad ascoltare. “C’ho un’idea per la quale servirebbe un’abilità istrionica che non so se mi posso fidare di voi ma ‘sta vorta fidàmose” il preambolo. Una pazza idea, già in parte disegnata nella sua mente, per una nuova mandrakata col botto. E “sta vorta”, vista la posta, conviene davvero “fidasse”.

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