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Riaprono le scuole di danza in zona gialla, ma restano obbligatorie le misure di sicurezza anti covid

Da oggi ripartono anche le palestre con qualche giorno di anticipo rispetto alle precedenti disposizioni

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    “E…5, 6,7 e 8”: si parte! Riaprono le porte delle Accademie di danza anche in zona gialla. A Catanzaro, nella scuola “Artedanza” è tutto pronto. Gli allievi hanno potuto finalmente indossare body, collant e scarpetta da punta. Si ricomincia, ma senza dimenticare i dispositivi di protezione come mascherina e gel igienizzanti. Restano obbligatorie, infatti, tutte le misure di sicurezza anti covid: rilevamento della temperatura all’ingresso, il distanziamento, un apposito cartello contenente il numero massimo di presenze consentite all’interno dei vari ambienti e tutte le disposizioni che le scuole hanno attivato per consentire una fruizione degli spazi in sicurezza. 

    scuola di danza

    Ritrovare l’entusiasmo non è stato facile

    «E’ stato un periodo abbastanza difficile per l’arte in generale – ha spiegato Giovanni Calabrò, maestro e direttore artistico della scuola “Artedanza” – ed una delle cose più tristi è stato aver perso l’identità in questo periodo, non ci siamo sentiti neanche nominati come realtà di scuole di danza, come centri di formazione, siamo stati accorpati alle palestre che meritano il massimo rispetto, ma fanno un lavoro diverso rispetto a quello che facciamo noi. 

    Ritrovare la carica e l’entusiasmo alla ripartenza non è stato facile, sento di essere portavoce di tanti colleghi che hanno sicuramente lo stesso pensiero»

    «Nel corso del lockdown – ha aggiunto – abbiamo fatto lezioni online per mantenere una comunicazione verbale visiva e per un richiamo muscolare necessario alla ripresa, ma certamente è mancato tutto il lavoro in sala perché l’artisticità, che è necessaria a questo tipo di cammino, non si può trasmettere attraverso uno schermo».

    La responsabilità della formazione professionale 

    «La scuola è popolata da circa 150/180 ragazzi – ha concluso Calabrò – provenienti anche da fuori regione e che vivono nel convitto, e hanno scelto la nostra scuola per la loro formazione professionale. Questo è per noi motivo di orgoglio, ma soprattutto di una grande responsabilità perché quando la danza deve diventare professione è necessario uno studio qualificato, ricercato e con un’analisi costante e continua dell’allievo e dei risultati che lo stesso produce, per far sì che si possa essere certi o quasi certi che la scelta del percorso professionale dell’allievo sia quella giusta».

    Ad essere particolarmente entusiasti sono gli allievi, molti dei quali sognano di poter diventare dei ballerini professionisti e calcare i palcoscenici più prestigiosi. Tra loro Bianca Mihai di Catanzaro che grazie ad una borsa di studio, frequenta la scuola da sette anni. E poi ci sono anche Flaminia Raimondi e Samuele Sapuppo che da Catania, a soli 14 anni, hanno scelto di vivere e studiare danza a Catanzaro per realizzare il loro sogno.

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