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Catanzaro, ecco la festa per la prima A. Un’opera di Loreti allo stadio

Noto: «Abbiamo in mente una serata con i protagonisti dell'epoca ed uno spettacolo». L'artista catanzarese dona un'aquila celebrativa: verrà esposta al "Ceravolo"

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    Non poteva passare in secondo piano: troppo importante la ricorrenza, troppo significativa quella pagina di storia per non essere ricordata oggi, a cinquant’anni di distanza. La prima serie A del Catanzaro, il primo passo in assoluto della Calabria nell’olimpo del calcio nazionale, tra riscatto sociale e leggenda sportiva.

    Non si poteva proprio fare finta di nulla. E così non ha fatto il club giallorosso che questo pomeriggio, appunto nel tempio in cui quella pagina fu scritta nel lontano 1971, ha svelato i dettagli di un’iniziativa celebrativa in suo onore.

    FESTA SI FARA’ – Poltrone giallorosse al centro del campo, dietro un grosso drappo con i colori sociali a coprire un antipasto della sorpresa. «Covid permettendo festeggeremo insieme ai nostri tifosi – l’annuncio del presidente Noto – Sfrutteremo questa occasione per riaprire lo stadio alla città e regaleremo una serata in compagnia dei protagonisti dell’epoca».

    Non solo, ovviamente. «L’idea progettuale è quella di un grande spettacolo – ha sottolineato il patron – con tanto di palco da montare proprio sotto la curva ovest». Data ancora da stabilire per l’evento – «si vedrà in base all’andamento della pandemia» – ma entusiasmo evidente da parte dei vertici, proprio come in quel passato vissuto da tifosi.

    QUELL’ANNO MAGNIFICO – «Tutti ricordiamo la formazione di quel 27 giugno – ha proseguito Noto – da Pozzani a Braca fino ovviamente a Mammì. Quando si dice che la Calabria è giallorossa ci si riferisce a quanto accadde in quel campionato e quanto si riuscì a fare in A battendo anche colossi del calcio come la Juventus.

    L’anno prima lo stesso undici era una squadra normalissima – ha ricordato il presidente – poi gli innesti giusti hanno permesso di raggiungere uno score di tutto rispetto».

    Un messaggio per il mercato alle porte? Chissà. Intanto numeri alla mano si gonfia un po’ il petto evidenziando come le aquile della scorsa stagione, in C, siano riuscite a battere anche il record del ’71 in fatto di vittorie: «diciotto contro diciassette».

    LA SORPRESA – Bei momenti quelli passati che certo verranno rievocati nella kermesse annunciata. Ed ottimi dati, quelli più freschi, che si spera di migliorare nel prossimo futuro. Ma a conquistare la scena in questo pomeriggio di annunci e sorrisi è stato soprattutto l’artista Nuccio Loreti.

    Sua la creazione celata sotto il drappo giallorosso davanti alla tribuna: un’aquila ad ali spiegate donata alla famiglia Noto e che verrà posizionata nell’impianto di via Paglia. «Un artista che stimo e che meriterebbe palcoscenici di livello internazionale – lo ha presentato Noto – quest’opera è un ringraziamento per l’impegno che stiamo profondendo per la città, un omaggio che porremmo ora al “Ceravolo”».

    «Mentre la creavo pensavo alla squadra del ’71 – le parole di Loreti – Ho lavorato due anni per farla, i dettagli della testa e delle ali i particolari più ardui». Da oggi avrà il suo nido dove è nata la leggenda.

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