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Catanzaro Calcio, c’è il Messina nel mirino. Calabro: “Ripartire dalle certezze”

Il tecnico delle aquile alla vigilia del match. «Le sconfitte non devono demoralizzarci o condizionarci: al risultato dobbiamo abbinare la prestazione». Out Martinelli, Rolando e Porcino. Sul laterale ex Bari: «Dovrà stringere i denti e sopportare il dolore»

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    «Le ultime sconfitte sono state immeritate e soprattutto quella del “San Nicola” deve darci maggiore convinzione». Su questo tasto Calabro ha deciso di battere di più alla vigilia della gara di domani contro il Messina: sulla consapevolezza nei mezzi e sul morale dei suoi per innestare di nuovo la marcia della vittoria e far scattare una volta ancora la rincorsa. «Quanto accaduto contro Monopoli e Bari non dove condizionarci o demoralizzarci – le parole del tecnico – Dovremo ripartire dalle certezze di questo inizio stagione e fare qualcosa in più per accoppiare il risultato alla prestazione». Solo questo, a suo parere, è mancato contro galletti e gabbiani. «Sarebbe un errore grande non persuadersene: i ragazzi hanno messo in campo prestazioni importanti e ciò dovrà essere la base per fare bene».

    MESSINA OSSO DURO – Non sarà però una passeggiata affondare i peloritani, rinvigoriti dal cambio in panchina. «Giocare contro le squadre di Capuano è sempre difficile – la sottolineatura di Calabro – Attuano un’ottima fase difensiva e restano compatte sotto la linea della palla. Il Messina di oggi è una squadra completamente diversa da quella della prima gestione: più rognosa, con tanti centimetri in difesa, brava sulle palle inattive. Non sarà semplice affrontarla». Non lo sarà anche per le assenze con cui si dovrà fare i conti: a cominciare da quella per squalifica di capitan Martinelli in difesa, proseguendo con quelle per infortunio di Porcino e Rolando in mediana. Per l’esterno mancino la previsione è dai quindici ai venti giorni mentre per il collega di destra la situazione sembrerebbe più pesante: «Dovrà sopportare il dolore e stringere i denti – le parole di Calabro – a fare breccia dovrà essere soprattutto la sua volontà di scendere in campo».

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