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Hobby Marathon, Alessandro Palmerino centra l’obiettivo alla maratona di Firenze

Si serrano le fila in vista della Naturosa di Catania

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    La corsa è uno sport libero e alla portata di tutti. Niente di più naturale che correre. Niente di più faticoso, però. Passata l’infanzia, in cui la corsa è irrefrenabile libertà che esprime gioia ed entusiasmo, indipendenza e sfida del bimbo contro l’ignoto mondo degli adulti, chissà perché in molti smettono di correre. Alcuni continuano a farlo dietro un pallone. Molti si fermano. Si riprende a correre per mille e diverse ragioni. Si vuole buttare giù qualche chilo, non si ha voglia di andare in palestra tra quattro mura, non si ha tempo di praticare più quelle discipline che, magari, con passione si sono coltivate per anni o decenni, prima che impegni lavorativi o familiari ci portino via tempo ed anche un pizzico di entusiasmo. Ed allora compriamo un paio di scarpe, magari utilizziamo quei vecchi pantaloncini del completo da calcio o da basket e via, si parte. Finché quei risvegli all’alba, con la città che dorme, l’illuminazione pubblica accesa, il traffico ancora fermo, sono la tua quotidianità. E poi c’è quella che qualcuno chiama la “tribù”.

    I runners di tutte le età e categorie. Amatori. Ci si conosce, anche solo di vista, quasi tutti. Ognuno con il suo passo e soprattutto ognuno con il suo obbiettivo. Correre una maratona è l’obiettivo di molti. È la distanza a cui tutti aspirano. Si inizia pensando solo di “portarla a casa”, cioè correre quei 42 km e 195 metri senza fermarsi. Arrivare al traguardo e alzare le braccia al cielo. E poi? Poi quella fatica ti è entrata dentro. Forse per sempre. È una fatica che hai atteso con pazienza per almeno 100 giorni, 100 allenamenti, non uno di meno. Ed inizi a pensare alla prossima. Inizi a immaginare di “scendere” di almeno 5 minuti, poi 10, poi chissà. Guardi sui siti della federazione d’atletica e su quelli delle manifestazioni più prestigiose. Magari qualcosa ti lega ad una città. Sarà l’atmosfera, il periodo dell’anno in cui si corre, la suggestione dei luoghi magici di alcuni borghi, delle strade, di alcune vie fatte di storia e di poesia. Forse anche il parterre degli atleti che la corrono o la possibilità di raggiungere facilmente la città di partenza.

    Non sappiamo cosa leghi Alessandro Palmerino alla maratona di Firenze. Sappiamo però, che alla terza partecipazione, non consecutiva, perché intervallata dalla pur ottima prestazione della maratona di Verona (2 h 55’ il personale)l’atleta della Hobby Marathon Catanzaro ha centrato un obiettivo prestigioso, ma non inatteso. L’impresa era nell’aria. Quel sesto posto assoluto alla mezza maratona di Lecce, lo scorso 17  ottobre, con il tempo di 1 h 16’, secondo atleta master a tagliare il traguardo di Piazza Oronzo, lasciava presagire un tempo altrettanto lusinghiero nella distanza regina. E così è stato domenica 28 novembre, con il cronometro ufficiale che, al traguardo di Piazza Duomo, per Alessandro si ferma a 2 h 44’06”. Soddisfazione amplificata dall’essere il 48° atleta al traguardo, il 38° uomo ed il 2° Master 45, in una manifestazione internazionale con 4.500 iscritti ed oltre 4.000 partenti. La piccola “tribù” della Hobby Marathon a seguire l’impresa da Catanzaro attraverso i dispositivi, smartphone, tablet o pc. A leggere di quel passaggio alla mezza poco sopra gli 80 minuti, iniziando a soffrire al passaggio ai 25 km in 1 h 35’, incrociando le dita ai 30 km superati brillantemente in 1 h e 54’, temendo che qualcosa andasse storto dopo quelle 2 h 14’ dei 35 km ed infine scoppiando di gioia per l’arrivo nel gruppo dei migliori.

    Una squadra, la Hobby Marathon, stretta ad attendere quell’arrivo, immaginando Alessandro a braccia alzate. I timori della partenza svaniti di fronte al tappeto blu che accompagna l’arrivo degli atleti in Piazza Duomo, il sorriso indossando la medaglia, la famiglia che aspetta al traguardo. 

    È una domenica da incorniciare per il runner catanzarese. Ma lunedì è alle porte. La squadra sarà in pista già domattina. C’è chi pensa già alla prossima gara. Si serrano le fila in vista della Naturosa di Catania, che si corre il 12 dicembre su entrambe le distanze, la 21 km e la 42. La Hobby sarà ai nastri di partenza con una nutrita rappresentativa, sia maschile, sia femminile. Ci si aspetta qualcosa di importante, stavolta dall’universo “rosa” del team del prof. Bruno Spina. Ma Alessandro Palmerino, maratoneta per passione, non lascerà i compagni di squadra da soli. L’obiettivo è correre due maratone a distanza di 15 giorni. Senza strafare, in Sicilia. Solo il piacere di correre. Come ogni mattina. All’alba, quando la città ancora dorme.

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