#CataniaCrotone 2-1 | Le Pagelle – La beffa del Massimino: Zunno illumina, l’arbitro decide la gara
Il Crotone perde 2-1 al Massimino dopo una gara giocata con personalità. Zunno illumina, Grosso detta legge, Martino sorprende: poi il Catania rimonta e il rigore del 93’ manda tutto all’aria. E nelle nostre pagelle non mancano ironia e stoccate.
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#CataniaCrotone – Il Crotone gioca un primo tempo da squadra vera, mette in difficoltà il Catania e passa con Zunno. Nella ripresa gli etnei cambiano faccia, Insigne pareggia e al 94’ arriva il rigore che manda all’inferno gli Squali. Ma le pagelle raccontano anche diverse note positive.
Il calcio, a volte, è uno sport meravigliosamente bastardo. Il Crotone esce dal Massimino con una sconfitta per 2-1, ma per oltre un’ora ha fatto esattamente quello che avrebbe dovuto fare: giocare, correre, soffrire quando serviva e soprattutto non avere paura del Catania.
Nel primo tempo gli Squali hanno giocato con personalità. Zunno ha trovato il vantaggio al 14’, Barcella e Musso hanno avuto occasioni per raddoppiare e la squadra di Greco ha costretto Longo a fare qualcosa che, probabilmente, non aveva programmato neppure nei suoi sogni più agitati: quattro cambi all’intervallo.
Il problema è che il Catania aveva in panchina giocatori capaci di cambiare la partita. E infatti Insigne, Coda e compagnia hanno cominciato a spingere il Crotone sempre più indietro. Il pareggio arriva nella ripresa. Il Crotone non crolla, anzi continua a restare dentro la partita e sfiora anche il nuovo vantaggio.
Poi arriva il 94’.
Tanco viene giudicato colpevole di un tocco di mano e Tropiano indica il dischetto. Una decisione che lascia parecchi dubbi e che, soprattutto, decide una partita nella quale il pareggio sarebbe stato probabilmente il risultato più logico. Coda dagli undici metri non fa sconti e trasforma (leggi la cronaca della partita).
Una beffa. Punto.
Ma adesso veniamo alle cose serie, quelle che interessano davvero ai tifosi.
LE PAGELLE
MARTINO 6,5
Prima partita da titolare tra i professionisti e davanti non aveva proprio la squadra dell’oratorio del quartiere. Parte con qualche comprensibile apprensione, poi prende confidenza e soprattutto comincia a fare il portiere. Para su Mastrangelo, risponde presente su Coda, vola sul tiro di Cicerelli e nel finale tiene in piedi il Crotone finché può. Sul rigore può soltanto scegliere da quale parte andare a prendere il pallone.
Il ragazzo non trema
VELTRI 5
Primo tempo ordinato, attento, dentro la partita. Poi nella ripresa arriva qualche difficoltà in più, soprattutto quando il Catania aumenta ritmo e pressione. Prima sbaglia il gol a tu per tu con con Dini, tirando a lato, poi, sul pareggio di Insigne c’è anche una sua mancata lettura che apre la strada all’azione decisiva. Non è una bocciatura, ma neanche una serata da incorniciare.
Croce e Delizia
ARMINI 6,5
Tiene botta contro un attacco che, soprattutto nella ripresa, comincia a mandare palloni dentro l’area con una certa frequenza. Ha il grande merito di guidare la resistenza rossoblù quando il Catania comincia a spingere forte. Non sempre elegante, ma stasera servivano soprattutto i pompieri. E lui aveva già il casco.
Il Pompiere paura non ne ha
TANCO 6
È uno dei protagonisti della partita difensiva del Crotone. Tiene, chiude, combatte, salva un pallone che stava entrando in porta. Poi arriva quel pallone nel finale. Il tocco di mano viene giudicato da rigore. Resta il dubbio sull’episodio, ma resta anche il fatto che proprio nell’ultimo giro di lancette il Crotone avrebbe dovuto essere ancora più attento. Una serata quasi perfetta trasformata in una puntata di “Indovina chi ha toccato il pallone?”.
Eroe sfortunato
GROPPELLI 6,5
Corre, copre, si propone e nella ripresa deve soprattutto lavorare di pala e piccone. Quando c’è da spazzare, spazza. Quando c’è da accompagnare l’azione, accompagna. Nel finale prova anche a mettere qualche pallone interessante davanti.
Instancabile
CRAPISTO 5,5
Nel primo tempo si muove bene, dà ritmo e prova a giocare tra le linee. Non sempre riesce a incidere come vorrebbe, ma il suo lavoro è utile alla struttura rossoblù. Greco lo toglie nel finale quando serve più copertura e lui sembra aver terminato l’ossigeno.
Champagne senza bollicine
GROSSO 7
Nel primo tempo è probabilmente il migliore in campo. Recupera, costruisce, detta tempi e soprattutto dà ordine quando il Catania prova ad alzare il ritmo. È uno di quei giocatori che magari non fanno rumore, ma quando non ci sono te ne accorgi dopo cinque minuti. Esce all’85’ e il centrocampo perde un po’ della sua geometria.
Telecomando rossoblù
BARCELLA 6,5
Il suo lavoro è prezioso soprattutto tatticamente. Deve seguire Cavuoti a uomo e lo fa con grande applicazione. Partecipa all’azione del gol: la sua conclusione viene respinta da Dini e sulla ribattuta arriva Zunno. Prende anche il giallo e mister Greco decide di cambiarlo nella ripresa.
Gladiatore
BRIGNOLA 5,5
Quando parte sembra poter creare qualcosa. Il problema è che lo fa troppo poco. Il Crotone avrebbe avuto bisogno di maggiore continuità sulla corsia e lui resta spesso ai margini della partita. Esce al 66’.
Wi-Fi Debole
MUSSO 5,5
Fa a sportellate, prova a giocare, si muove. Nel primo tempo ha anche l’occasione per il raddoppio, ma la difesa del Catania salva. Il problema è sempre quello: per un attaccante, prima o poi, bisogna anche buttarla dentro.
Spuntato
ZUNNO 7,5 – Il Migliore
Gol pesantissimo, movimento continuo e tanta voglia di far male. Nel primo tempo è una spina nel fianco. Si accentra, tira, attacca gli spazi e soprattutto trova il gol che porta avanti il Crotone. È uno dei pochi rossoblù che riesce a mantenere pericolosità anche quando il Catania aumenta la pressione. Se il Crotone torna a casa con un sorriso, anche solo per qualche minuto, è soprattutto merito suo.
Meraviglia
I SUBENTRATI
PEDRO RODRIGUEZ 6,5
Entra per Barcella e dà fisicità e qualità al centrocampo. Sfiora anche il gol con un intervento di tacco che avrebbe meritato una sceneggiatura migliore, peccato per la conclusione che finisce fuori.
Tacco Matto
TORDINI 5,5
Prende il posto di Brignola e prova a dare maggiore vivacità alla fase offensiva, ma non trova quasi mai la giocata giusta. Sembra non riuscire ad alzare i giri del suo motore, anche quando Greco lo sposta a mezzala. Nel finale mette anche qualche pallone interessante e non rinuncia ad attaccare, ma è troppo tardi.
Ingolfato
ANDREONI 5,5
Entra per Crapisto e garantisce esperienza e attenzione nella fase finale. Fa il suo senza inventarsi cose strane e, vista la serata, già questo è un merito, ma da uno come lui ci si aspetta qualcosa in più.
Apatico
ZAK RUGGIERO S.V.
Ha pochi minuti e una partita ormai diventata soprattutto una battaglia, non ha il tempo materiale per lasciare il segno.
GRECO 6,5 – La strada è giusta, ma qualche buca c’è
Il primo tempo preparato da Greco è praticamente da manuale: il Crotone pressa, accorcia, gioca uomo su uomo e soprattutto non concede al Catania di sentirsi padrone del campo.
Il risultato è evidente: Longo cambia quattro giocatori all’intervallo. Quattro.
Quando un allenatore ne cambia quattro insieme, generalmente non sta dicendo ai suoi: “Ragazzi, mi siete piaciuti tantissimo”.
Nella ripresa il Catania cambia marcia e il Crotone arretra troppo. Mister Greco prova a rispondere con Pedro, Tordini, Andreoni e Zak, ma la squadra perde qualcosa in palleggio e soprattutto finisce per difendersi troppo bassa.
Il passaggio al 3-5-2 nel finale dà maggiore equilibrio e il Crotone continua anche a creare qualcosa. Forse andava fatto prima.
Poi arriva il rigore. E lì, più che Greco, servirebbe un avvocato.
IL VERDETTO
Il Crotone perde una partita che, per quello che ha fatto vedere al Massimino, non meritava di perdere. Il primo tempo è stato importante. La squadra ha mostrato personalità, qualità e organizzazione. Nella ripresa ha sofferto la forza di un Catania costruito per avere alternative di livello anche dalla panchina, ma non è mai veramente uscita dalla partita.
Il problema resta davanti, perché quando hai la possibilità di andare sul 2-0, devi farlo, quando hai la possibilità di chiudere una partita, devi farlo, se non hai possibilità devi crearle, altrimenti arriva il calcio, quello più bastardo di tutti, e presenta il conto. E stavolta il conto era intestato a Massimo Coda, reparto recupero crediti.
Una sola consolazione: se il Crotone continua a giocare così, almeno una cosa è evidente: questa squadra può togliersi parecchie soddisfazioni.